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Casa Editrice Ponte alle Grazie

Un thriller storico dello scrittore irlandese Ronan Bennett ambientato sullo sfondo del famoso torneo di San Pietroburgo del 1914

IL ROMANZO

 

IL TORNEO DI SAN PIETROBURGO 1914





La Rivoluzione è alle porte: San Pietroburgo è una città vitale e travolgente, centro nevralgico di una nazione in bilico sull'orlo di un cambiamento epocale. Qui la cavalleria prova a ricacciare indietro lo spettro del comunismo; l'antisemitismo mostra il suo volto più scellerato; lo zar è l'ago di una bilancia impazzita e un grande torneo di scacchi sta per iniziare. In un giorno di marzo, Gul'ko, rispettabile direttore di giornale, viene assassinato. Cinque giorni dopo il dottor Otto Spethmann, famoso psicoanalista freudiano, riceve la visita della polizia. La città è una ragnatela inestricabile di complotti in cui paiono coinvolti tutti: la sua adorata e ribelle figlia; un campione di scacchi in crisi (Avrom Rozental, un personaggio reale che altri non è che il grande Akiba Rubinstein); un virtuoso del violino donnaiolo e spendaccione; una signora dell'alta società tormentata da un incubo ricorrente. Spethmann è molto preoccupato e cerca, armato di una conoscenza profonda dell'animo umano e dei suoi istinti più nascosti, di dipanare il filo oscuro delle relazioni, di comprendere i moventi che spingono all'azione. Sulla sua scacchiera, disputa una partita reale e una simbolica nel tentativo di organizzare e non farsi travolgere dalle strepitose forze - politiche, storiche ed erotiche - che turbinano intorno a lui. Questo romanzo dal ritmo implacabile fa propria e porta ad altissimi livelli la metafora del thriller - che attraverso la strepitosa potenza narrativa dell'azione fa emergere con prepotenza i caratteri, le emozioni e i sentimenti degli uomini - per raccontare il destino, individuale e politico, dell'uomo.


Ronan Bennett (1956) è nato e cresciuto a Belfast. Ha scritto quattro romanzi, tra i quali The Catastrophist (finalista al Whitbread Novel Award) e Havoc, in Its Third Year (vincitore dell'Irish Novel of the Year, candidato al Booker Prize e finalista dell'IMPAC Award). E' autore anche di sceneggiature per il cinema e per la televisione; vive a Londra con la famiglia.

LA CITTA' DI SAN PIETROBURGO



San Pietroburgo, la Venezia del Nord, è la seconda città della Russia (4,7 milioni di abitanti) ed il suo primo porto, alla foce del fiume Nieva sul Mar Baltico.
Fondata dallo Zar Pietro il Grande nel 1703, la città ebbe la denominazione Pietrogrado dall'agosto 1914 al gennaio 1924, poi Leningrado fino al settembre 1991 quando venne ripristinato il nome originario.
L'ex capitale russa è oggi uno dei centri culturali più importanti d'Europa. Celebre il Museo dell'Ermitage, ospitato in un complesso monumentale costituito dall'ex-Palazzo d'Inverno. Altri monumenti notevoli sono la Cattedrale di Sant'Isacco, la Colonna di Alessandro, la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, l'Ammiragliato, la Cattedrale di San Nicola, la Piazza del Teatro, la Piazza Sennaja.
La città baltica è gemellata con Milano.







Torneo preliminare
                1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1
 1 Capablanca   * ½ ½ 1 ½ 1 ½ 1 1 1 1  8.0
 2 Lasker       ½ * ½ ½ ½ 0 1 ½ 1 1 1  6.5
 3 Tarrasch     ½ ½ * ½ ½ 1 ½ 1 1 0 1  6.5
 4 Alekhine     0 ½ ½ * 1 ½ 1 ½ ½ ½ 1  6.0
 5 Marshall     ½ ½ ½ 0 * 1 ½ ½ 1 1 ½  6.0
 6 Bernstein    0 1 0 ½ 0 * ½ ½ ½ 1 1  5.0
 7 Rubinstein   ½ 0 ½ 0 ½ ½ * ½ ½ 1 1  5.0
 8 Nimzowitsch  0 ½ 0 ½ ½ ½ ½ * 0 ½ 1  4.0
 9 Blackburne   0 0 0 ½ 0 ½ ½ 1 * 0 1  3.5
10 Janowski     0 0 1 ½ 0 0 0 ½ 1 * ½  3.5
11 Gunsberg     0 0 0 0 ½ 0 0 0 0 ½ *  1.0

Torneo finale
                1  2  3  4  5 
 1 Lasker       ** ½1 11 1½ 11  13.5
 2 Capablanca   ½0 ** ½1 10 11  13.0
 3 Alekhine     00 ½0 ** 11 1½  10.0
 4 Tarrasch     0½ 01 00 ** 0½   8.5
 5 Marshall     00 00 0½ 1½ **   8.0

Il Torneo di San Pietroburgo 1914 è una pietra miliare nella storia degli scacchi.
Il Torneo fu indetto per festeggiare i dieci anni del circolo scacchistico della città, e per l'occasione venne preparata una lista dei 24 migliori giocatori al mondo da invitare. Alcuni rinunciarono per ragioni varie, tra le quali anche le tensioni tra la Russia ed altri Stati europei alla vigilia della Grande Guerra.
Si decise perciò di far giocare gli 11 giocatori che accettarono in un torneo preliminare all'italiana. I primi cinque classificati giocarono successivamente una finale con doppio girone all'italiana e furono inoltre nominati "Grandi Maestri" dallo Zar in persona, introducendo per la prima volta questo titolo.
Il Torneo si giocò nella sede del circolo in Liteiny Prospekt dal 21 aprile al 22 maggio 1914, con il tempo di riflessione di 30 mosse in 2 ore, poi 22 mosse in 1½ ore, poi 15 minuti per finire.
Il preliminare fu dominato da Capablanca, che lo vinse imbattuto e con un punto e mezzo di vantaggio. Ma nella finale si impose il Campione del Mondo Lasker, mentre il Cubano, si dice per via delle sue scappatelle amorose, perse due partite e dovette accontentarsi del secondo posto.
Il favorito della vigilia, Akiba Rubinstein (l'Avrom Rozental del romanzo di Bennett), inspiegabilmente non si qualificò per la finale.
Notevole l'affluenza del pubblico, ed al banchetto finale, allietato dal pianoforte di Sergei Prokofiev, tutta l'alta società della città era presente.

Tutte le partite di San Pietroburgo 1914



Capablanca-Lasker - Turno 5 del torneo preliminare

AKIBA RUBINSTEIN


Akiba Kiwelowicz Rubinstein nacque a Stawiski in Polonia nel 1882 e morì ad Anversa in Belgio nel 1961.
Il giovane Akiba intraprese gli studi di teologia per diventare rabbino per volere della famiglia, di religione ebraica, ma li abbandonò per dedicarsi agli scacchi da professionista.
Fu tra i primissimi giocatori al mondo all'inizio del secolo scorso. La sua forza raggiunse l'apice nel periodo 1902-1912, quando vinse un serie di grandi tornei tra cui Lodz 1906, Karlsbad 1907, San Pietroburgo 1909 e San Sebastiano 1912, mentre non fu all'altezza della sua fama a San Pietroburgo 1914.
Rubinstein non poté mai disputare la tanto auspicata sfida con il Campione del Mondo. Lasker infatti la evitò sempre, e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale la mise definitivamente da parte.
Fin da giovane Rubinstein manifestò segni di disturbi mentali ed allucinazioni. Tuttavia nei suoi anni d'oro il suo gioco era preciso e lucidissimo, ed egli viene ricordato per il suo stile brillante e per il suo virtuosismo nei finali.

Tutte le partite di Rubinstein



Mieses-Rubinstein 1909

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