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La Rivoluzione è
alle porte: San Pietroburgo è una città vitale e
travolgente, centro nevralgico di una nazione in bilico
sull'orlo di un cambiamento epocale. Qui la cavalleria prova
a ricacciare indietro lo spettro del comunismo;
l'antisemitismo mostra il suo volto più scellerato; lo zar è
l'ago di una bilancia impazzita e un grande torneo di
scacchi sta per iniziare. In un giorno di marzo, Gul'ko,
rispettabile direttore di giornale, viene assassinato.
Cinque giorni dopo il dottor Otto Spethmann, famoso
psicoanalista freudiano, riceve la visita della polizia. La
città è una ragnatela inestricabile di complotti in cui
paiono coinvolti tutti: la sua adorata e ribelle figlia; un
campione di scacchi in crisi (Avrom Rozental, un
personaggio reale che altri non è che il grande Akiba
Rubinstein); un virtuoso del violino
donnaiolo e spendaccione; una signora dell'alta società
tormentata da un incubo ricorrente. Spethmann è molto
preoccupato e cerca, armato di una conoscenza profonda
dell'animo umano e dei suoi istinti più nascosti, di
dipanare il filo oscuro delle relazioni, di comprendere i
moventi che spingono all'azione. Sulla sua scacchiera,
disputa una partita reale e una simbolica nel tentativo di
organizzare e non farsi travolgere dalle strepitose forze -
politiche, storiche ed erotiche - che turbinano intorno a
lui. Questo romanzo dal ritmo implacabile fa propria e porta
ad altissimi livelli la metafora del thriller - che
attraverso la strepitosa potenza narrativa dell'azione fa
emergere con prepotenza i caratteri, le emozioni e i
sentimenti degli uomini - per raccontare il destino,
individuale e politico, dell'uomo. |

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Ronan Bennett
(1956) è nato e cresciuto a Belfast. Ha scritto quattro
romanzi, tra i quali The Catastrophist (finalista al
Whitbread Novel Award) e Havoc, in Its Third Year
(vincitore dell'Irish Novel of the Year, candidato al Booker
Prize e finalista dell'IMPAC Award). E' autore anche di
sceneggiature per il cinema e per la televisione; vive a
Londra con la famiglia. |
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LA CITTA' DI SAN PIETROBURGO |

San Pietroburgo,
la Venezia del Nord, è la seconda città della Russia (4,7
milioni di abitanti) ed il suo primo porto, alla foce del
fiume Nieva sul Mar Baltico.
Fondata dallo Zar Pietro il Grande nel 1703, la città ebbe la
denominazione Pietrogrado dall'agosto 1914 al gennaio 1924,
poi Leningrado fino al settembre 1991 quando venne
ripristinato il nome originario.
L'ex capitale russa è oggi uno dei centri culturali più
importanti d'Europa. Celebre il Museo dell'Ermitage,
ospitato in un complesso monumentale costituito
dall'ex-Palazzo d'Inverno. Altri monumenti notevoli sono la
Cattedrale di Sant'Isacco, la Colonna di Alessandro, la
Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, l'Ammiragliato, la
Cattedrale di San Nicola, la Piazza del Teatro, la Piazza
Sennaja.
La città baltica è gemellata con Milano. |




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Torneo
preliminare
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1
1 Capablanca * ½ ½ 1 ½ 1 ½ 1 1 1 1 8.0
2 Lasker ½ * ½ ½ ½ 0 1 ½ 1 1
1 6.5
3 Tarrasch ½ ½ * ½ ½ 1 ½ 1 1 0 1 6.5
4 Alekhine 0 ½ ½ * 1 ½ 1 ½ ½ ½ 1 6.0
5 Marshall ½ ½ ½ 0 * 1 ½ ½ 1 1 ½ 6.0
6 Bernstein 0 1 0 ½ 0 * ½ ½ ½ 1 1 5.0
7 Rubinstein ½ 0 ½ 0 ½ ½ * ½ ½ 1 1 5.0
8 Nimzowitsch 0 ½ 0 ½ ½ ½ ½ * 0 ½ 1 4.0
9 Blackburne 0 0 0 ½ 0 ½ ½ 1 * 0 1 3.5
10 Janowski 0 0 1 ½ 0 0 0 ½ 1 * ½ 3.5
11 Gunsberg 0 0 0 0 ½ 0 0 0 0 ½ * 1.0
Torneo finale
1 2 3 4 5
1 Lasker ** ½1 11 1½ 11 13.5
2 Capablanca ½0 ** ½1 10 11 13.0
3 Alekhine 00 ½0 ** 11 1½ 10.0
4 Tarrasch 0½ 01 00 ** 0½ 8.5
5 Marshall 00 00 0½ 1½ ** 8.0 |
Il Torneo di San
Pietroburgo 1914 è una pietra miliare nella storia
degli scacchi.
Il Torneo fu indetto per festeggiare i dieci anni del circolo scacchistico della
città, e per l'occasione venne preparata una lista dei 24
migliori giocatori al mondo da invitare. Alcuni rinunciarono per ragioni varie, tra le quali anche le
tensioni tra la Russia ed altri Stati europei alla vigilia
della Grande Guerra.
Si decise perciò di far giocare gli 11 giocatori che
accettarono in un torneo preliminare all'italiana. I primi
cinque classificati giocarono successivamente una finale con
doppio girone all'italiana e furono inoltre nominati "Grandi
Maestri" dallo Zar in persona, introducendo per la prima
volta questo titolo.
Il Torneo si giocò nella sede del circolo in Liteiny
Prospekt dal 21 aprile al 22 maggio 1914, con il tempo di
riflessione di 30 mosse in 2 ore, poi 22 mosse in 1½ ore,
poi 15 minuti per finire.
Il preliminare fu dominato da Capablanca, che lo vinse
imbattuto e con un punto e mezzo di vantaggio. Ma nella
finale si impose il Campione del Mondo Lasker, mentre il Cubano,
si dice per via delle sue scappatelle amorose, perse due
partite e dovette accontentarsi del secondo posto.
Il favorito della vigilia, Akiba Rubinstein (l'Avrom Rozental del romanzo di Bennett),
inspiegabilmente non si qualificò per la finale.
Notevole l'affluenza del pubblico, ed al banchetto finale,
allietato dal pianoforte di Sergei Prokofiev, tutta l'alta
società della città era presente. |

Capablanca-Lasker - Turno 5 del torneo preliminare

Akiba Kiwelowicz Rubinstein nacque a Stawiski in Polonia nel 1882 e morì ad Anversa in Belgio nel 1961.
Il giovane Akiba intraprese gli studi di teologia per
diventare rabbino per volere della famiglia, di religione
ebraica, ma li abbandonò per dedicarsi agli scacchi da
professionista.
Fu tra i primissimi giocatori al mondo all'inizio del secolo
scorso. La sua forza raggiunse l'apice nel periodo
1902-1912, quando vinse un serie di grandi tornei tra cui Lodz 1906, Karlsbad 1907,
San Pietroburgo 1909 e San Sebastiano 1912, mentre non fu all'altezza
della sua fama a San Pietroburgo 1914.
Rubinstein non poté mai disputare la tanto auspicata
sfida con il Campione del Mondo. Lasker infatti la
evitò sempre, e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale
la mise definitivamente da parte.
Fin da giovane Rubinstein manifestò segni di disturbi mentali ed allucinazioni.
Tuttavia nei suoi anni d'oro il suo gioco era preciso e lucidissimo, ed egli viene ricordato
per il suo stile brillante e per il suo virtuosismo nei finali. |

Mieses-Rubinstein 1909
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